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I The Operation of Machine (T.O.M.) si formano nel novembre del 2012 da un’idea di Gino De Filippo (basso) e Claudio Auletta Gambilongo (batteria). Dopo un incontro quasi casuale ad una festa, i due già in prima battuta pensano di formare una tribute band Rage Against The Machine (RATM). E’ una scommessa sia per Gino che per il più giovane Claudio ma è una proposta che “deve essere realizzata” si ...dissero i due.
Gino contatta una sua vecchia conoscenza, per colmare l’unica scena dedicata alla chitarra, Lorenzo Fiume, con il quale aveva già condiviso un progetto in passato.
Manca solo il cantante e Claudio sa esattamente a chi rivolgersi, lo conosce a malapena, ma lo ha sentito cantare in un altro progetto nu-metal. Il trio contatta William Valbusa che da diverso tempo si era preso una pausa dopo aver militato in diverse band che pure saltuariamente suonavano qualche pietra miliare dei RATM.
A differenza di Lorenzo e Claudio, William e Gino condividono la passione per i RATM da anni: << Usciva l’album Battle of Los Angeles quando li ascoltavamo forse più di ogni altra band Americana >> dicono tra loro. William e Gino si conobbero anche molti anni prima del novembre 2012, di sfuggita e forse solo per caso, o forse no! ma l’ultima fu quella buona.
Dopo le prime prove, il gruppo riconosce che preparare il tributo è possibile: tra i quattro c’è armonia e anche un po’ di “rage” che in questo caso non guasta, specialmente quando il lavoro e gli studi li obbligano a provare a notte fonda quasi fino alle prime luci! Ma l’importante è andare avanti.
Alla band serve ancora un nome. È il cantante a fornire il nome e del materiale concettuale che possono sintetizzare ciò che tutti e quattro stanno cercando: Mario Savio (Free speech movement) e il suo discorso “The Operation of the Machine”. Ascoltato ed elaborato il pensiero di Mario Savio la band comprende che esso è la chiave di tutto, la tribute prende quindi il nome di “The Operation of Machine”: l’operare/il funzionamento della macchina.
Il contesto è quello degli anni ’60, di un’America corrotta e corrosa dalla guerra fredda, dalla guerra del Vietnam; l’America della beat generation, delle rivolte studentesche, del sistema capitalista, classista, ipocrita e bigotto, la pace e la guerra, la lotta di classe e razziale, il benessere delle élite e la miseria dei ghetti. Tutti temi regolarmente e sistematicamente ripresi nei testi di Zack De La Rocha. I T.O.M sono assolutamente apartitici e apolitici ma quello che a loro interessa sicuramente è sostenere un giusto messaggio sociale. Inutile dire che il progetto nasce e prosegue per un unico fine: la musica e la passione per i progenitori delle nuove tendenze del Metal i Rage Against the Machine. La band vuole tributare al meglio delle loro possibilità i quattro grandi album capolavoro dei Rage Against The Machine.